Zucchero di Canna
Saccharum officinarum L. é comunemente conosciuta come canna da zucchero o cannamele

Zucchero di Canna - e miscele

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Canna da zucchero

Saccharum officinarum L. é comunemente conosciuta come canna da zucchero o cannamele. La canna è una pianta tropicale, originaria delle regioni indomalesi, e appartiene alla famiglia delle Poaceae (Graminacee). La pianta della canna da zucchero incredibilmente arriva a superare i 26cm di diametro. si puó utilizzar come un alimento immediato, estraendone il succo attraverso spremitura poco diffuso in Europa, oppure nella produzione del dolcificante più diffuso al Mondo: lo zucchero che tutti conosciamo.

 
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La canna da zucchero è una pianta originaria della Nuova Guinea. Venne introdotta per la prima in Europa dagli Arabi, dapprima in Spagna intorno al 700 d.C. e successivamente in Sicilia dal 900 d.C.; attraverso i Conquistadores spagnoli si ebbe la diffusione in tutte le Indie occidentali dopo la scoperta delle Americhe da parte di Cristoforo Colombo.

La coltivazione di canna da zucchero è stata molto redditizia prima dell'inizio del XIX secolo, da quel momento le quotazioni sono calate in quanto si è cominciato ad estrarre lo zucchero industrialmente anche dalle barbabietole da zucchero comunemente coltivate in Europa.

Il Saccharum officinarum è una pianta tropicale perenne, a portamento cespuglioso, che raggiunge in media i 4-5 metri d'altezza, anche se alcune specie superano i 6 metri. La pianta presenta un rizoma duro ed angoloso, dal quale spuntano numerosi steli legnosi intervallati da nodi. Più che di fusti, nella canna da zucchero si parla di culmi, tipicamente cavi, paragonabili a quelli del bambù: ogni pianta è costituita da un fusto principale ramificato in numerosi culmi.

Il culmo presenta un diametro variabile dai 3 ai 5 centimetri, in grado di raggiungere – e oltrepassare – anche i 10 chili di peso. Il colore, variabile a seconda della specie e della varietà, può essere giallo, violaceo, verde o rossiccio. Gli steli sono rivestiti da foglie molto lunghe e verdi, lanceolate ed incastrate su nodi con una guaina che avvolge il culmo. I fiori, molto simili a quelli di avena e frumento, sono riuniti in infiorescenze chiamate pannocchie, che possono raggiungere anche dimensioni piuttosto consistenti (90 cm). Lo zucchero è ricavato da un fluido sciropposo presente all'interno del fusto.

La riproduzione della pianta avviene generalmente per talee, prelevate dalla sommità dei fusti, quasi contemporaneamente al raccolto e messe a dimora in buche distanti tra loro circa un metro e mezzo per facilitare la sarchiatura. Il trapianto deve avvenire a metà primavera e necessita un'abbondante quantità idrica cosicché, nei mesi successivi, si possa accumulare una cospicua quantità di zucchero all'interno della linfa.

È doveroso puntualizzare che, al momento della raccolta per la successiva estrazione dello zucchero, il culmo non dev'essere strappato, ma reciso in basso con un colpo netto con un attrezzo da taglio, lasciando così indenne la radice: in questo modo, il fusto è in grado nuovamente di crescere e di svilupparsi e, l'anno successivo, è pronto per una nuova raccolta. Infatti, alla canna da zucchero sono necessari 12 mesi per raggiungere la completa maturazione; non mancano certo le eccezioni: in alcune zone, la pianta impiega 24 mesi per maturare completamente, mentre in altre 6 mesi sono sufficienti.

Il clima preferito dalla canna da zucchero è quello caldo-umido e perciò viene coltivata soprattutto nei caldi paesi tropicali, dove vi è anche una notevole abbondanza di piogge e una temperatura non inferiore ai 20°. Quanto al terreno, deve essere di natura argilloso-silicea. In Italia, solo alcune zone della Sicilia sono favorevoli ad una modesta coltivazione di questa pianta.

I maggiori produttori di canna da zucchero sono ubicati in America Centrale e in America meridionale nonché in Asia.